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À Dieu, Peter Brook


(Foto presa dal web)



E così anche Peter Brook ha «attraversato la Porta dello Spavento Supremo». Come si può riassumere in poche righe la grandezza di questo regista-artista del teatro mondiale? Non si può. O, almeno, io non riesco a farlo.

Infinite le visioni dei suoi spettacoli; infiniti gli stimoli e gli approfondimenti delle sue regie; infiniti i confini di culture altre che ha valicato.

Infinita la mia gratitudine nei suoi confronti.

Dei suoi tanti spettacoli, quello che mi è e resterà il più caro è il suo Mahabharata.

Riporto il brano finale del mio libro Namasté (2011) perché mi sembra molto significativo, ma soprattutto perché al momento non riesco a scrivere di più e/o meglio:

Mi piace chiudere questo racconto-reportage-saggio con una citazione dal Mahabharata, bellissimo e vastissimo poema epico hindu del II-III secolo d.C. (l’intero corpus del poema, con tutte le sue aggiunte e varianti, si è formato tra il V secolo a.C. e il V secolo d.C.), sulla vicenda dei nobili cinque fratelli Pandava. Nel 1990 vidi il film che girò Peter Brook dopo averne prima realizzato uno spettacolo teatrale nel 1985 al Festival di Avignone, dove il ruolo di Arjuna era affidato al magnetico ed indimenticato Vittorio Mezzogiorno. Verso la fine, c’è una scena molto significativa. Krishna, dopo aver aiutato i Pandava a prevalere sui Kaurava, i due rami della famiglia reale dei Bharata, e soprattutto dopo aver assistito Arjuna a vincere la grande e terribile battaglia di Kurukshetra, ormai morente – dico Krishna, un dio! –, viene interrogato dal bambino, a cui il vecchio saggio racconta tutta la storia del Mahabharata:«Perché hai usato gli inganni e le strade sbagliate?». Ebbene il divino Krishna così gli risponde:«Ho dovuto affrontare potenze terribili ed ho fatto quello che ho potuto».

E se risponde così un dio, figurarsi se non può anche un essere umano rispondere, interrogato sui giri oscuri o più attorcigliati della propria esistenza, alla stessa maniera:«Ho dovuto affrontare potenze terribili ed ho fatto quello che ho potuto!».


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«Ho dovuto affrontare potenze terribili ed ho fatto quello che ho potuto!». Una delle più grandi lezioni di vita, d’arte e dell’Essere.

E, infine, mokṣa sia per te, oceanico Peter Brook. Mokṣa! Mokṣa!




Maria Antonietta Nardone © Tutti i diritti riservati