• Maria Antonietta Nardone

Matrimonio bostoniano in un salotto romano


BOSTON MARRIAGE

testo di David Mamet

regia di Marta Iacopini

con Alessandra Di Tommaso, Cristina Longo, Lucia Rossi

(TEATROINCASA)



Ma che meraviglia godersi la scoppiettante pièce di David Mamet, Boston Marriage, nel salotto di casa di amici! E che piacere assistere ad uno spettacolo che vola tra battute argutissime e parolacce, costruzioni verbali ardite ed offese fantasiose fino alla sua inconsueta conclusione!

La più matura Anna reincontra dopo molto tempo una sua ex e mai dimenticata fiamma, la più giovane Claire, nel salotto della sua nuova e bella casa, dove abita grazie alla generosità di un uomo disposto a mantenerla. Prende qui l’avvio un incontro-scontro tra le due, “disturbato” dalle continue e maldestre incursioni della cameriera scozzese; un duello tutto verbale, fatto di rievocazioni e bugie, passione ed inganni, comprensione ed insulti, dove ciascuna delle due persegue con tenacia il proprio scopo: una ripresa del loro antico legame, per Anna; la seduzione di una giovanissima appena conosciuta, per Claire. Grazie ad un linguaggio straordinario, capace di dare indubbia forza comica a certi acrobatici barocchismi, intervallati da fendenti ora sottili ora volgari, si apprende che dietro tanta aggressività e crudeltà si nascondono sentimenti autentici, veri motori di tutti e tre i personaggi, quale che sia il genere dell’oggetto d’amore.

Lo spettacolo scivola piacevolmente tra trilli di porte che suonano, porte sbattute, entrate in scena di una cameriera tanto naïve quanto maltrattata dalla sua padrona, che gli danno un gran ritmo – adattamento e regia sono di Marta Iacopini – ma soprattutto perché fa leva su una drammaturgia che è un congegno perfetto dotato di una grande forza e raffinatezza linguistica.

Affiatate ed in gran forma le interpreti: Cristina Longo si avvale di una sua naturale ed irresistibile effervescenza comica, a cui sa affiancare anche momenti più intimi e dolenti, ed è letteralmente esilarante nella brillante vessazione della sua cameriera; Lucia Rossi aggiunge alla sua grintosa presenza scenica i toni più sofferti di un amore nascente; Alessandra Di Tommaso incarna con tutto il suo corpo, la sua postura e il suo sguardo l’umile cameriera che tanto più è dimessa quanto più viene insultata e strapazzata dalla sua padrona, rivelandosi comunque una grandissima incassatrice (il Genet de Le Serve insegna).

Insomma, una messinscena acutissima e frizzante ha riscaldato un gelido pomeriggio di dicembre con numerose e mai banali risate. Non è poco!


(dicembre 2016)

Maria Antonietta Nardone© Tutti i diritti riservati







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