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  • Maria Antonietta Nardone

A casa di Fernando Pessoa


(Ritratto di Fernando Pessoa - foto presa dal web)



(Casa-museo di Fernando Pessoa, Lisbona – marzo 2023)




(Casa-museo di Fernando Pessoa, Lisbona – marzo 2023)




(Casa-museo di Fernando Pessoa, Lisbona – marzo 2023)




(Casa-museo di Fernando Pessoa, Lisbona – marzo 2023)




(Casa-museo di Fernando Pessoa, Lisbona – marzo 2023)




(Casa-museo di Fernando Pessoa, Lisbona – marzo 2023)




(Casa-museo di Fernando Pessoa, Lisbona – marzo 2023)




(Casa-museo di Fernando Pessoa, Lisbona – marzo 2023)




(Casa-museo di Fernando Pessoa, Lisbona – marzo 2023)




(Casa-museo di Fernando Pessoa, Lisbona – marzo 2023)



Scoprii l’opera di Fernando Pessoa giovanissima: a vent’anni lessi, divorandoli, i due volumi di Una sola moltitudine pubblicati da Adelphi. E fu una folgorazione. Mi procurai e lessi tanti e tanti suoi testi con i suoi vari e diversi eteronimi o, come scrisse Tabucchi, di quel baule pieno di gente che era la sua anima.

A Lisbona, quindi, non potevo mancare di entrare e visitare la casa in rua Coelho da Rocha 16, a Campo de Ourique, in cui visse gli ultimi quindici anni della sua esistenza. La casa-museo è dislocata su tre piani dove sono raccolti i suoi dattiloscritti, le prime edizioni dei suoi libri, gli oggetti personali, come gli occhiali o gli strumenti per farsi la barba, la ricostruzione della sua camera da letto, la sua biblioteca, la sua macchina da scrivere, una sala lettura ecc.

È qui, da queste finestre, che non i suoi occhi molto miopi Pessoa guardava il cielo, la strada, i passanti, i palazzi di fronte.

Non mi permetto di “descrivere” uno scrittore come Fernando Pessoa in poche righe – posso anche dire che non ci riesco. Lascio che a descrivere la sua quotidianità siano i suoi oggetti e i suoi spazi. E chiudo con una poesia di Álvaro de Campos (uno dei suoi eteronimi):

«Mi sono moltiplicato per sentire,

per sentirmi ho dovuto sentire tutto,

sono straripato, non ho fatto altro che traboccarmi,

e in ogni angolo della mia anima c’è un altare a un dio differente».





Maria Antonietta Nardone © Tutti i diritti riservati

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