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  • Maria Antonietta Nardone

Nel vento dell'India himalayana

Ho percorso le valli dello Spiti, del Kinnaur e di Lahaul, nello stato indiano dell’Himachal Pradesh, tra i tremila e i quattromila seicento metri, tra stupa, monasteri, vallate su vallate e montagne su montagne dai picchi innevati o con bianchissimi ghiacciai.

Il nostro gruppetto, che ha viaggiato in tre jeep a trazione integrale, ha attraversato paesaggi maestosi su strade spesso mangiate dalle alluvioni delle ultime settimane (soprattutto nei dintorni di Manali) inerpicandosi su sterrati franosi, superando guadi provocati da cascatelle incontenibili sui costoni dei monti, procedendo su letti di fiumi asciutti, evitando i massi caduti sull’asfalto… eppure, davanti ai miei occhi si apriva lo spettacolo delle imponenti e verdissime montagne del Kinnaur oppure di quelle scabre e color ocra dello Spiti o di quelle ora rocciose ora puntellate di coltivazioni di cavolfiore nel Lahaul. Una meraviglia costante che mi ha portato un’indubbia, pervicace contentezza.

Ma, a sorprendermi di più, sono stati gli sperduti e (quasi) sconosciuti monasteri, risalenti all’anno mille, che raccolgono preziosità inattese, come il monastero di Langza o quello di Lhalung, dove un guardiano malfermo sulle gambe e decisamente sordo è venuto ad aprirci la porta del tempio. Ed è stato stupore: si stagliano, via via più nitide, le statue colorate di Buddha, è ovvio, ma anche di Padmasambhava e Tsongkhapa, di Tara verde o di Manjushri, di Amithaba o di Avalokiteshvara, il Buddha della compassione, a cui si affiancano affreschi altrettanto colorati che rappresentano le tante e diverse storie del canone buddhista oppure tangka tanto antichi quanto magnifici.

Poi, certo, i grandi monasteri più conosciuti, come quello di Tabo, dove ho assistito al dibattito dei monaci (una sorta di interrogazione che i monaci più grandi fanno ai monaci più piccoli), o quello di Kee, su più livelli, e molto vissuto dai suoi monaci, nonostante i più giovani fossero impegnati in una accesissima partita di cricket, sotto il sole scottante, e a 4.090 metri di quota; o, infine, quello di Dhankar, svettante sulla roccia color sabbia, e dove ha spesso meditato His Holiness il XIV Dalai Lama.

L’atmosfera e la struttura dei tanti villaggi, come quello di Nako, rimandano appieno alla tranquillità e alla conformità dei villaggi tibetani d’un tempo (le bandierine di preghiera svolazzanti sulle case, la legna raccolta e portata sul tetto e lo sterco di yak lasciato ad essiccare che sarà il combustibile per la stagione fredda).

Guardo le innumerevoli bandierine di preghiera che interpuntano queste terre himalayane; le guardo muoversi ed agitarsi, indefessamente, e a seconda della consistenza dei venti, e mi accorgo di percepire una corrispondenza profonda con queste terre e con questi cieli.

Guardo gli alti pali con le suddette bandierine di preghiera, quelle verticali, che mandano suoni e sibili. A queste altitudini il vento produce un suono, una musica che non ho mai udito altrove. Una musica che sembra quasi attraversare non solo le mie orecchie, ma l’intero mio corpo provocando in me un dilagante benessere. È qui, d’un tratto, che mi viene in mente che il Libro tibetano dei morti, il Bardo Tödöl, letteralmente significa “La Grande liberazione attraverso l’udire”.

Ora, dopo aver ascoltato la musica di questo vento, mi sembra di afferrarne meglio il significato, di afferrarlo con la mente e con il corpo, insieme e contemporaneamente. E di ciò, sono grata: profondamente grata. Di più: qualcosa, in me, si inchina davanti a questa intuizione, la cui pienezza, le mie parole, riescono solo a balbettare.




Maria Antonietta Nardone © Tutti i diritti riservati




Tempio e stupa al Kunzum pass (India – Himachal Pradesh – luglio-agosto 2023)




Monastero di Dhankar (India – Himachal Pradesh – luglio-agosto 2023)




Monaca del monastero femminile di Chandgu (India – Himachal Pradesh – luglio-agosto 2023)




Interno del Lhalung gompa (India – Himachal Pradesh – luglio-agosto 2023)




Montagne attorno a Langza (India – Himachal Pradesh – luglio-agosto 2023)




Mantelli di monaci all’interno della sala assembleare di un monastero (India – Himachal Pradesh – luglio-agosto 2023)




La valle del monastero di Dhankar (India – Himachal Pradesh – luglio-agosto 2023)




Interno del monastero di Shashur (India – Himachal Pradesh – luglio-agosto 2023)




Statua di Buddha a Langza (India – Himachal Pradesh – luglio-agosto 2023)


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