• Maria Antonietta Nardone

Interno russo

Fare un viaggio nell’arte e nella storia della Russia è davvero spiazzante. Ti imbatti in cremlini e monasteri bellissimi con chiese che hanno affreschi di Rublëv o collezioni magnifiche, come quella Romanov a Kostroma, talmente unica che mi ha spinto a comprare il catalogo nell’unica lingua stampata, il russo, quindi in cirillico, pur di poterli riguardare a casa. Sosti in cittadine fuori dal tempo come Suzdal; cammini come un pellegrino, incurante del sole scottante, verso la Chiesa dell’Intercessione sul fiume Nerl, a Bogolyubovo, in un paesaggio incantevole; ti aggiri ammirato per il fiabesco monastero di Rostov – non a caso set di molti film storici. Per non parlare della galleria Tretjakov a Mosca o del maestoso Ermitage a San Pietroburgo e senza dimenticare i palazzi a Pavlovsk, Tsarkoe Selo e Peterhof. Insomma, si è tramortiti da tanta arte e bellezza.

Eppure, eppure la voce critica che è in me non si quieta nemmeno davanti a tanto splendore (ricostruzioni a parte). Su quale fosse la reale relazione tra Caterina II e Diderot, lo scriverò nel racconto-reportage lungo. Qui mi basta accennare che Caterina distrusse l’ultimo manoscritto del filosofo francese, Osservazioni sul Nakaz, perché non gradì le sue considerazioni sul suo soggiorno in Russia. Mentre condannò a morte lo scrittore Radiščev per il suo libro Viaggio da Pietroburgo a Mosca. Condanna poi commutata in una pena di dieci anni di lavori forzati da scontare in Siberia.

Spedire i “non graditi” in Siberia, quindi, è prassi degli zar, delle zarine così come dei vari capi del regime comunista. È prassi pre-rivoluzionaria, rivoluzionaria e forse anche post-rivoluzionaria – nel paese alcune forze politiche stanno discutendo di ripristinare la “spedizione” o il confino in Siberia (sic!).

La voce critica che è in me non può non vedere come la Russia abbia, nella propria stessa patria, il più alto numero di giornalisti uccisi in Europa.

Da Listev a Klebnikov, da Makarov ad Anna Politkovskaja la lista è tristemente lunga, lunghissima. La notizia dell’uccisione di Anna Politkovskaja, il 7 ottobre 2006, mi raggiunse mentre ero in uno dei miei viaggi attorno alle montagne dell’Himalaya. Rimasi muta e attonita per un tempo inquantificabile. Si leggano i libri e gli articoli di questa grande giornalista; soprattutto i suoi reportages dalla Cecenia. E si veda, se si può, lo spettacolo Il sangue e la neve, scritto da Stefano Massini ed interpretato da una tanto asciutta quanto intensa Ottavia Piccolo. Così, tanto per farsi un’idea di quanto avviene ed è avvenuto in questa sterminata terra. Alla sua morte fu chiesto ad uno dei più importanti uomini delle istituzioni che cosa pensasse della morte di Anna Politkovskaja. Risposta:«Mi dispiace. Non so chi sia Anna Politkovskaja».


Aspettando qualche rublo di elemosina (Jaroslavl – Russia, agosto 2017)

Aspettando qualche rublo di elemosina (Jaroslavl – Russia, agosto 2017)

A piedi nudi sul prato (Monastero-cremlino di Rostov Velikij – Russia, agosto 2017)

A piedi nudi sul prato (Monastero-cremlino di Rostov Velikij – Russia, agosto 2017)

La piazza è di tutti (Sergiev Posad – Russia, agosto 2017)

La piazza è di tutti (Sergiev Posad – Russia, agosto 2017)

Monaco (Monastero di Sergiev Posad – Russia, agosto 2017)

Monaco (Monastero di Sergiev Posad – Russia, agosto 2017)

Baciamano di nozze (Kostroma – Russia, agosto 2017)

Baciamano di nozze (Kostroma – Russia, agosto 2017)

Pescatore di fiume (Mosca – Russia, agosto 2017)

Pescatore di fiume (Mosca – Russia, agosto 2017)

Clero ortodosso (Jaroslavl – Russia, agosto 2017)

Clero ortodosso (Jaroslavl – Russia, agosto 2017)

Cupole, chiese, nuvole ed uccelli (Monastero di Rostov Velikij – Russia, agosto 2017)

Cupole, chiese, nuvole ed uccelli (Monastero di Rostov Velikij – Russia, agosto 2017)

Sposa in posa (Jaroslavl – Russia, agosto 2017)

Sposa in posa (Jaroslavl – Russia, agosto 2017)

Maria Antonietta Nardone © Tutti i diritti riservati